Danilo Aprigliano

Articoli

Il padrone

Quando finalmente, dopo avergliela quasi distrutta a furia di bussare, gli spalancarono la porta, tutti, nella locanda – con le gole ancora calde dai canti e i boccali in mano -, rimasero immobili a fissare il nuovo venuto come se fosse caduto dal cielo. «Ne hai di vino buono?» gridò a quella

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L’impero

Chiese a Marco Kublai: – Tu che esplori intorno e vedi i segni, saprai dirmi verso quale futuro ci spingono i venti propizi. – Per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell’approdo. Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo

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La tolérance

“Voici la preuve, s’il en fallait, de la difficulté de faire passer le message de la tolérance, surtout chez ceux qui sont victimes de l’intolérance!” Beonoît Duteurtre, Gaieté parisienne, Gallimard, Collection Folio, 1998, p. 155.

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Finzioni

Siccome i personaggi di questo romanzo sono reali, ogni rassomiglianza con figure immaginarie verrebbe a essere fortuita. Avvertimento di R. Queneau a La dimanche de la vie.

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Filologia

Filologia è quella onorevole arte che esige dal suo cultore soprattutto una cosa, trarsi da parte, lasciarsi tempo, divenire silenzioso, divenire lento, essendo un’arte e una perizia da orafi della parola, che deve compiere un finissimo attento lavoro e non raggiunge nulla se non lo raggiunge lento. Ma proprio per

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Strati di città

Viaggiare in autobus è come intraprendere un percorso di pensiero. Osservo la città e ne cerco gli elementi costanti, gli strati, le strutture. La città è fatta come per sovrapposizione di fogli lucidi su una lavagna luminosa. I disegni dei fogli successivi nascondono parti più o meno grandi di quelli

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Il salto

Ricordo benissimo quale fu la prima persona che vidi appena entrato nel circolo: era Don Calogero Meta sdraiato su un divanetto vicino al guardaroba. Più in là Don Ignazio e Don Graziano stavano preparando della pittura per pittargli la faccia di rosso, come i socialisti che lui tanto detestava. Ma

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Culture dell’oralità e web 2.0

Trovo che ci siano degli evidenti parallelismi tra le culture fondate sull’oralità e la società che sta venendo a crearsi attraverso l’uso diffuso e massiccio del web 2.0. Nel mondo dell’oralità, biblioteca è la memoria. Ogni evento passato che meriti di essere ricordato è accessibile solo attraverso la memoria di

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Realmente sciatto.

Da ieri mattina, nelle stazioni delle metropolitane di Milano, sono visibili alcuni cartelloni pubblicitari di una marca di caffè ‘dal nome regale’. È facile immaginare quanto questa nobiltà onomastica sia messa in evidenza: grafica e slogan pensati apposta, ma con risultati piuttosto pacchiani. Lo slogan infatti è “realmente buono” con

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Arturo

Lo avevano fatto già passiare una mattinata intera per sistemare tutti quei tavoli, finire la spesa e fare centomila telefonate, quando Michele Scogliamiglio gli fece sapere che sì, al congresso provinciale, i ragazzi di Ronconi l’avrebbero pure portata, la sua candidatura alla segreteria della giovanile del partito, ma che, però,

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